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E’ Lei!

by wp_4258095 |febbraio 13, 2018 |0 Comments | Uncategorized | , , , ,
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Piccoli trucchi per una cucina più leggera

by wp_4258095 |febbraio 6, 2018 |0 Comments | Uncategorized | , , ,

Vivere la propria cucina significa conoscerla in tutti i suoi aspetti: ecco alcuni piccoli trucchi per cucinare ricette semplici e meno semplici, con un occhio di riguardo alla linea e alla… digestione!

1) La “Bagna caoda” (si legge cauda) è un tipico piatto piemontese a base di aglio, acciughe e olio. Anche se i puristi potrebbero rabbrividire al solo pensiero, sappiate che è possibile cucinare la bagna caoda senza aglio, sostituendolo con il “topinambur” (detto anche rapa tedesca, in piemontese “ciapinabò”): otterrete un piatto gustoso e leggero, adatto anche ai palati più delicati.

2) Il tiramisù, dolce classico e amatissimo a basa di mascarpone e caffè, si prepara con i biscotti Savoiardi. Per rendere il dolce più cremoso, accentuandone persino il sapore, è possibile però sostituire i Savoiardi con i Pavesini, più sottili ma dal gusto decisamente inconfondibile.

3) Uova e ingredienti a scelta: ecco pronta la frittata. Una volta mischiati tutti gli ingredienti, si può cuocere la frittata in forno anziché in padella, evitando così di utilizzare ulteriore olio.

4) Infine, un consiglio per una ricetta semplicissima e veloce: gli hamburger in padella. Provateli a cuocere nell’acqua anziché nell’olio: ne guadagnerete in gusto e salute!

Cucina Green

by wp_4258095 |febbraio 4, 2018 |0 Comments | Uncategorized | , ,

A meno che non siate vampiri, o che non vi stiate recando a un incontro galante, non abbiate timore e preparatevi una buona pietanza condita con uno o più spicchi di aglio.
Le proprietà curative della pianta, infatti, sembra fossero ben note fin dai tempi degli antichi egizi, quando l’aglio rientrava nella dieta degli schiavi per mantenerli in salute.
Ricco di minerali e vitamine, l’aglio rafforza il sistema immunitario, riduce pressione e colesterolo, rinforza le ossa ed è un potente antibatterico.
L’unico appunto è che, per ottenere alcuni dei risultati appena descritti, pare sia necessario assumere non meno di quattro spicchi di aglio al giorno: un toccasana per il nostro organismo, un problema per la nostra vita sociale. Il caratteristico “alito pesante” è infatti dovuto alla digestione dello zolfo presente nella pianta.
Ad ogni modo, tralasciando l’alitosi, l’aglio si presta ad essere utilizzato in svariate ricette, dalle più elaborate alle più elementari. Basti pensare che una delle ricette tipiche piemontesi è la “soma d’aj” (traducibile come “carico di aglio”), tanto semplice quanto squisita: si prende una fetta di pane, la si sfrega con una testa d’aglio e le si versano
sopra un po’ d’olio e un pizzo di sale.
Una bontà pronta in meno di un minuto, e una merenda d’altri tempi che varrebbe la pena riscoprire e riproporre. Per i più grandicelli, accompagnandola con un buon bicchiere di Barbera.
E mentre in molti ci provano… qualcuno ci riesce, altri falliscono e ritentano. La parola d’ordine rimane però sempre una: dimagrire. È importante però dimagrire in modo sano, ricordandosi che dimagrire significa soprattutto alimentarsi in modo corretto per vivere in
forma: è quindi importante affidarsi ad esperti e consumare le giuste porzioni dei giusti alimenti.
Già, ma quali sono i cibi corretti?
Soprattutto, qual è l’alimento con il minor numero di calorie?
Il finocchio.
Con le sue 9 calorie per etto, il finocchio è il cibo che dà il minore apporto energetico.
Inoltre, contiene solo l’1% di zuccheri e, grazie all’elevato contenuto di acqua e di potassio, è anche un ottimo diuretico e depurativo. Queste sono solo alcune delle caratteristiche di questo ortaggio buono sia crudo che cotto, mentre i suoi semi possono essere usati come ingrediente per tisane.
E se non volete dimagrire ma solo gustarvi un’ottima verdura in una sua piacevole variante, provate i finocchi gratinati al forno con besciamella: forse non perderete un etto, ma sicuramente guadagnerete una nuova ricetta da segnare in agenda.

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by wp_4258095 |febbraio 1, 2018 |0 Comments | Uncategorized

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Vi aspettiamo nei nostri showroom Ecco dove siamo

Mani e posate, istruzioni per l’uso dall’Antica Roma fino al Giappone

by wp_4258095 |gennaio 30, 2018 |0 Comments | Uncategorized

Non ci sono dubbi: la cucina è l’ambiente più spumeggiante e vitale della nostra casa, dove ci rilassiamo, chiacchieriamo e creiamo mille manicaretti.
Ovviamente, nei corso dei secoli – e nelle diverse aree del mondo – il nostro modo di vivere e di comportarci in cucina ha subito mutamenti epocali: per scoprire alcune curiose differenze tra noi e i nostri antenati e tra l’Italia e il resto del mondo, facciamo un breve salto di quasi duemila anni alla scoperta di come si porta il cibo alla bocca.
Per i nostri antenati romani il pasto più importante della giornata era la “coena” (da leggersi cena), gli altri due – più leggeri – erano lo “jentaculum” e il “prandium”, pressoché corrispondenti ai nostri colazione e pranzo.
Ecco: basti pensare che i Romani delle classi più agiate consumavano la cena sdraiati, appoggiati sul braccio sinistro così da poter utilizzare il destro per afferrare, con le dita, le pietanze dai tavolini posati di fronte.
Nel Medioevo, invece, si era soliti consumare due pasti: un pranzo sostanzioso e una cena più leggera. E a tavola non si usavano forchette, che sarebbe arrivate solo nei secoli successivi, ma solo cucchiai e coltelli: di solito, l’ospite portava con sé il proprio coltello e veniva “prestato” solo agli invitati di un alto livello.
Quando poi vi troverete a ordinare un sushi, ricordatevi alcune semplici regole: non chiedete un coltello (non si taglia!), mangiate in un solo boccone ogni pezzo, tenete le bacchette con le estremità delle dita (non impugnatele!) e nei momenti di pausa posatele sul tavolo una accanto all’altra.
In conclusione, sia che via piaccia mangiare sdraiati o senza forchetta, l’importante è che la cucina sappia unire il vostro gusto personale con alti livelli di qualità: solo così sarà l’ambiente più bello e importante della vostra casa, in cui sentirvi perfettamente a vostro agio!

Cucina e musica sperimentale, abbinamento insolito

by wp_4258095 |gennaio 16, 2018 |0 Comments | Uncategorized | , ,

Non ci sono dubbi che la cucina sia arte. Ma cosa succede quando l’arte culinaria incontra altre forme espressive?
Nascono opere particolari – forse non così facili o piacevoli da ascoltare ma sicuramente bizzarre – come “Alan’s Psychedelic Breakfast” (tradotto, “La colazione psichedelica di Alan”), brano che chiude l’album “Atom Heart Mother”, realizzato dai Pink Floyd nel 1970.
La costruzione del pezzo è davvero singolare: mentre i quattro musicisti suonano sullo sfondo, in primo piano si ascoltano i suoni prodotti dal roadie (i tecnici che viaggiano insieme al complesso) del gruppo Alan Styles, impegnato a preparare e consumare la propria colazione.
La musica si insinua così tra il parlottare di Alan, lo sfrigolare del pancetta in padella, i fornelli che vengono accesi, rumori di masticazione, acqua versata, cereali che cadono nel piatto e via dicendo. Insomma, una colazione con i fiocchi.
Il tutto si conclude, come è logico che sia, con Alan che lava le stoviglie ed esce dalla stanza.
Per restare in tema cibo e cucina, “La colazione psichedelica di Alan” è musica indubbiamente difficile da digerire: però suggerisce quanto la cucina sia un ambiente importante nelle nostre vite, dove gesti, abitudini e suoni quotidiani possono diventare speciali se inseriti in un contesto diverso. Insomma: l’ambiente cucina – e come noi lo viviamo e gestiamo – può essere arte e quindi ispirare altre arti.

Design animato

by wp_4258095 |novembre 6, 2017 |0 Comments | Uncategorized | , , ,

Brocche, vasi, luci e drappeggi escono dalla tela per dare vita a piccole scenografie domestiche. Un surreale effetto pop-up giocato sull’assonanza di forme e color.
Come quadri pop-up, luci e oggetti ispirati alle opere d’artista escono dalla tela per animare apparecchiature surreali. In un gioco di assonanze cromatiche e formali.

La bulimia della cabina armadio

by wp_4258095 |novembre 1, 2017 |0 Comments | Blogs | ,

La fame di metri quadri è costante. Non solo per la naturale tendenza all’accumulo del genere umano, ma perché il nostro modo di abitare sta cambiando.

La verità è che non è mai abbastanza. Abbastanza grande da contenere tutto: troppe scarpe, troppe borse, troppe giacche. L’armadio non decresce mai ma, di anno in anno, si riempie come un fiume in piena che non conosce periodi di siccità. Inonda gli spazi di casa fino a conquistare una stanza tutta per sé: la cabina armadio. Per Carrie Bradshaw, protagonista di Sex and the city, il cambio armadio – nel vero senso del termine – accompagna addirittura la sua svolta di vita: dal colorato guardaroba
nell’appartamento da scrittrice single, passa all’elegantissimo spazio dedicato ai vestiti che Mr. Big le regala nel loro nuovo nido d’amore. Proprio dove le chiede di sposarlo. Nell’immaginario collettivo questo romanticismo rimane tuttavia all’ombra della stessa cabina armadio, che è a tutti gli effetti l’oggetto più desiderato di tutto il film.

«L’abbigliamento è apparire e la cabina armadio è ormai ben lontana dall’uso funzionale di conservazione del passato. La società è sempre più edonista, tanto che abiti e accessori diventano oggetto di culto, da mettere in evidenza. Non ci vestiamo più per necessità, ma per volontà di comunicare: rispecchia il nostro umore e la nostra personalità».

Da qui, il passaggio dall’armadio chiuso a chiave, ad allestimenti liberi e scaffali aperti, dove scarpe e borse sono messe in mostra come in un museo o un bazar.

Berloni #sempredipiù

by wp_4258095 |settembre 30, 2017 |0 Comments | Uncategorized |

Ci sono 3 cose nella vita che non tornano mai indietro:
le parole, il tempo e LE OCCASIONI PERSE

NUOVA PROMOZIONE BERLONI !

 

 

Cucina nuova, vita più sana

by wp_4258095 |settembre 28, 2017 |0 Comments | Blogs

È quanto emerge da uno studio condotto da Houzz: chi ristruttura questo ambiente è portato a mangiare spesso in casa e a consumare più frutta e verdura.

Rinnovare la cucina stimola a uno stile di vita più sano. È quello che emerge dalla ricerca annuale condotta da Houzz, piattaforma online  sulle ultime tendenze della casa.
Si preparano sempre più pasti nella propria cucina (29 per cento), diminuiscono le richieste di cibo da asporto (23 per cento) e si consumano maggiormente frutta e verdura (21 per cento) mangiando seduti a tavola (25 per cento). Questi i risultati dell’analisi fatta su un campione di 578 proprietari di casa che sta rinnovando, ha appena rinnovato o ha intenzione di rinnovare la propria cucina a breve.
Quello che si registra è
un ritorno alle origini e alle sane e buone abitudini, come ci racconta Mattia Perroni, amministratore delegato di Houzz Italia. «Sta crescendo la tendenza ad abitare sempre più a lungo nella stessa casa», dice. Spiegando come dietro la ristrutturazione della cucina, non ci sia la volontà di rivalutare il valore dell’immobile, ma di assumere abitudini quotidiane più salutari. Come trascorre più tempo con amici e familiari.


Altri dati
– Budget considerevoli. Nel 2016, quasi un terzo degli italiani ha speso più di 10.000 euro per il rinnovo della cucina (31 per cento). Il 35 per cento ha speso invece tra i 5.000 euro e i 10.000 euro.
– Lo stile. In cima alle preferenze degli italiani troviamo lo stile moderno e contemporaneo (31 per cento), seguito dallo stile industriale, country e scandinavo (tutti al 6 per cento).
– Mobiletti personalizzati. La scelta dei mobiletti per la cucina ricade per il 67 per cento degli italiani su soluzioni su misura e personalizzabili. Il 19 per cento sceglie invece mobiletti prefabbricati e il solo 13 per cento opta per soluzioni in pronta consegna.
– Cucine più grandi e aperte. È sempre diffuso il desiderio di open space. Il 52 per cento delle cucine rinnovate sono più aperte verso le stanze adiacenti e la loro superficie viene ampliata (51 per cento). Grazie a spazi più ampi e accoglienti, la cucina diventa un luogo di raccolta: il 46 per cento degli italiani ci trascorre più tempo, anche in compagnia dei familiari.
– Colori classici. I colori prescelti sono quelli che non stancano con il passare del tempo, questo include elettrodomestici in acciaio inox (59 per cento), mobili bianchi (40 per cento) e pavimentazione grigia (20 per cento).
– L’aspetto dei materiali conta. Per i piani di lavoro è prioritario scegliere materiali facili da pulire (50 per cento), mentre altre motivazioni alla scelta del materiale sono la durabilità (38 per cento) e l’aspetto e sensazione al tatto (36 per cento). Per la pavimentazione è invece importante l’impatto visivo (64 per cento), la praticità nel pulire (53 per cento) e la durevolezza (50 per cento).
– Professionisti coinvolti. La maggioranza degli italiani assume professionisti per seguire la ristrutturazione della cucina (80 per cento), inclusi tecnici specializzati (42 per cento), architetti (29 per cento) e progettisti di cucine (29 per cento)

 

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