Cucina e musica sperimentale, abbinamento insolito

Cucina e musica sperimentale, abbinamento insolito

Non ci sono dubbi che la cucina sia arte. Ma cosa succede quando l’arte culinaria incontra altre forme espressive?
Nascono opere particolari – forse non così facili o piacevoli da ascoltare ma sicuramente bizzarre – come “Alan’s Psychedelic Breakfast” (tradotto, “La colazione psichedelica di Alan”), brano che chiude l’album “Atom Heart Mother”, realizzato dai Pink Floyd nel 1970.
La costruzione del pezzo è davvero singolare: mentre i quattro musicisti suonano sullo sfondo, in primo piano si ascoltano i suoni prodotti dal roadie (i tecnici che viaggiano insieme al complesso) del gruppo Alan Styles, impegnato a preparare e consumare la propria colazione.
La musica si insinua così tra il parlottare di Alan, lo sfrigolare del pancetta in padella, i fornelli che vengono accesi, rumori di masticazione, acqua versata, cereali che cadono nel piatto e via dicendo. Insomma, una colazione con i fiocchi.
Il tutto si conclude, come è logico che sia, con Alan che lava le stoviglie ed esce dalla stanza.
Per restare in tema cibo e cucina, “La colazione psichedelica di Alan” è musica indubbiamente difficile da digerire: però suggerisce quanto la cucina sia un ambiente importante nelle nostre vite, dove gesti, abitudini e suoni quotidiani possono diventare speciali se inseriti in un contesto diverso. Insomma: l’ambiente cucina – e come noi lo viviamo e gestiamo – può essere arte e quindi ispirare altre arti.

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