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La bulimia della cabina armadio

by wp_4258095 |novembre 1, 2017 |0 Comments | Blogs | ,

La fame di metri quadri è costante. Non solo per la naturale tendenza all’accumulo del genere umano, ma perché il nostro modo di abitare sta cambiando.

La verità è che non è mai abbastanza. Abbastanza grande da contenere tutto: troppe scarpe, troppe borse, troppe giacche. L’armadio non decresce mai ma, di anno in anno, si riempie come un fiume in piena che non conosce periodi di siccità. Inonda gli spazi di casa fino a conquistare una stanza tutta per sé: la cabina armadio. Per Carrie Bradshaw, protagonista di Sex and the city, il cambio armadio – nel vero senso del termine – accompagna addirittura la sua svolta di vita: dal colorato guardaroba
nell’appartamento da scrittrice single, passa all’elegantissimo spazio dedicato ai vestiti che Mr. Big le regala nel loro nuovo nido d’amore. Proprio dove le chiede di sposarlo. Nell’immaginario collettivo questo romanticismo rimane tuttavia all’ombra della stessa cabina armadio, che è a tutti gli effetti l’oggetto più desiderato di tutto il film.

«L’abbigliamento è apparire e la cabina armadio è ormai ben lontana dall’uso funzionale di conservazione del passato. La società è sempre più edonista, tanto che abiti e accessori diventano oggetto di culto, da mettere in evidenza. Non ci vestiamo più per necessità, ma per volontà di comunicare: rispecchia il nostro umore e la nostra personalità».

Da qui, il passaggio dall’armadio chiuso a chiave, ad allestimenti liberi e scaffali aperti, dove scarpe e borse sono messe in mostra come in un museo o un bazar.